E' il perverso meccanismo economico che favorisce e certamente giustifica la realizzazione di edifici per risiedere o per lavorare costruiti in un certo modo.
Chi non possiede denaro a sufficienza è del tutto "ovvio" che sarà costretto da una violenza strutturale a risiedere in luoghi periferici e squallidi, oppure in quei nuovi loculi (che assumono nomi idilliaci quali "residance","bivilla","villetta a schiera") che vanno distruggendo il nostro paesaggio, poichè l'umile status economico di queste persone giustifica la bruttura e lo squallore.
I giovani hanno problemi con case e mutui, ma la casa è pur sempre un valore quindi è giustificata la realizzazione di progetti scadenti a basso costo, nei quali non conta certamente la qualità dello spazio abitabile bensì la pubblicità, la "zona centrale" comoda (per cui il traffico è continuo 24 ore al giorno e l'inquinamento non ti consente di aprire le finestre) nonchè la vicinanza con stazioni, centri commerciali, fermate del bus..insomma tutto quello che è funzionale: non importa come vivi e se la notte riesci a dormire, ma quel che conta è che sei vicino al centro commerciale per i tuoi acquisti oppure vicino alla tangenziale così sei comodo se esci in auto.
Non manchiamo certo di progettualità o pianificazione del paesaggio bensì semplicemente di volontà nel farlo.
"Not in my backyard" è il motto dei più abbienti per cui non vedrete mai persone di quello status che non curano lo spazio che gli appartiene attorno alla loro abitazione, ma appena passate la siepe che oscura tutto..riprende il sopravvento lo squallore, in quanto non mi appartiene nemmeno "sentimentalmente", non c'è contestualizzazione, tutto è realizzato con il parametro di base di "funzionalità" e "razionalizzazione" dello spazio, il recente valore che ci sta distruggendo interiormente ed esteriormente.
lunedì 26 novembre 2007
domenica 25 novembre 2007
Periferie dell'anima
Periferia della città e dell'anima, l'anonimità, la mancanza di riferimenti, la non addomesticabilità dei luoghi che li rendono perciò dei non-luoghi.
Solo una siepe fitta a alta può oscurare la vista dell'esterno, a ricordare il proverbio:"occhio non vede, cuore non duole".
Questo è solo un esempio del quartiere "Terraglio" a Mestre, incastrato fra l'omonima statale per Treviso e la tangenziale per Padova, Trieste, Belluno.
sabato 24 novembre 2007
Non luoghi
La periferia non ha centro, non ha piazze o zone di ritrovo ugualmente riconosciute da tutti gli abitanti per organizzare la socialità, bensì microcosmi di significato nei quali piccoli e frammentari gruppi sociali decidono di reinventare ed addomesticare tentando di emergere dall'anonimato.
Non ci sono punti di riferimento, tutto è "simile", un mare di non luoghi ai quali non ci riesce ad affezionare se non per abitudine.
Patetici tentativi di arredo urbano di scarso valore tentano di mitigare e di ridare addomesticabilità ai posti, rendendoli spesse volte anocra più tristi ed anonimi: piste cicliabili che termiano in stradoni super-trafficati, filari d'alberi bassi e rinsecchiti in aiuole dove l'erba non crescerà mai e dove molto prima cresceranno i cumuli di rifiuti, nonchè piccoli ritagli di piazzette cementificate giustificate dagli architetti come "tentativo di ridare uno spazio sociale al quartiere" ipercementificato in cui al massimo cambia il colore del pavimeto della piazzola.
Regna sovrana la malinconia e la sera è l'unica in grado di mitigare quella tristezza celando il tutto dietro un velo di tenebre.
E' un non luogo fatto (e pensato purtroppo spesso come tale), concepito e progettato solo per dormire e mangiare, è realizzato come unico stacco dalla vita lavorativa, un loculo in cemento dove recuperare le forze per il giorno successivo: mera sopravvivenza, nulla più.
Non ci sono punti di riferimento, tutto è "simile", un mare di non luoghi ai quali non ci riesce ad affezionare se non per abitudine.
Patetici tentativi di arredo urbano di scarso valore tentano di mitigare e di ridare addomesticabilità ai posti, rendendoli spesse volte anocra più tristi ed anonimi: piste cicliabili che termiano in stradoni super-trafficati, filari d'alberi bassi e rinsecchiti in aiuole dove l'erba non crescerà mai e dove molto prima cresceranno i cumuli di rifiuti, nonchè piccoli ritagli di piazzette cementificate giustificate dagli architetti come "tentativo di ridare uno spazio sociale al quartiere" ipercementificato in cui al massimo cambia il colore del pavimeto della piazzola.
Regna sovrana la malinconia e la sera è l'unica in grado di mitigare quella tristezza celando il tutto dietro un velo di tenebre.
E' un non luogo fatto (e pensato purtroppo spesso come tale), concepito e progettato solo per dormire e mangiare, è realizzato come unico stacco dalla vita lavorativa, un loculo in cemento dove recuperare le forze per il giorno successivo: mera sopravvivenza, nulla più.
venerdì 16 novembre 2007
Rischio si, ma la colpa?
I consigli del prof. Falciasecca e le Leggi dello Stato dal sito Elettrosmog
Giugno 99 - Ecco cosa dice il professor Gabriele Falciasecca, della Fondazione Marconi di Bologna: Gli studi scientifici condotti finora non giustificano l’apprensione che si e' creata sugli effetti biologici dei telefonini, ma ci sembra giusto concedere a quanti sono preoccupati ampi spazi di cautela. Anche se non si tratta di precauzioni obbligatorie, il telefonino puo' essere usato senza tenerlo attaccato alla testa, per mezzo dei dispositivi che fra l’altro consentono di avere le mani libere, come il viva-voce oppure l’auricolare-microfono. Si possono usare dei ritrovati che assorbono parzialmente le onde emesse dall’antenna, anche se la loro efficacia mi sembra ancora molto limitata. In genere e' meglio evitare di tenerlo a stretto contatto con il corpo, per ridurre al minimo l’assorbimento dell’energia da parte dei sistemi biologici. La dichiarazione e' stata pubblicata dal Corriere della Sera dell’8 giugno 1999 (pagina 18). Stupisce, e molto, che un esperto come il prof. Falciasecca parli di prescrizioni che non sono obbligatorie. Lo sono eccome, invece. Esiste infatti una Legge cautelativa dello Stato (il decreto del 20 giugno 95, n.458) che impone di usare il telefonino tenendo l’antenna ad almeno 20 centimetri di distanza da qualsiasi parte del corpo. Esiste, ma non se ne parla mai. La Fondazione Marconi - Elettra 2000 e' un autorevole organismo finanziato da Tim, Omnitel e Wind. Fonti: Corriere della Sera, Gazzetta Ufficiale R.I., Fondazione Marconi
Giugno 99 - Ecco cosa dice il professor Gabriele Falciasecca, della Fondazione Marconi di Bologna: Gli studi scientifici condotti finora non giustificano l’apprensione che si e' creata sugli effetti biologici dei telefonini, ma ci sembra giusto concedere a quanti sono preoccupati ampi spazi di cautela. Anche se non si tratta di precauzioni obbligatorie, il telefonino puo' essere usato senza tenerlo attaccato alla testa, per mezzo dei dispositivi che fra l’altro consentono di avere le mani libere, come il viva-voce oppure l’auricolare-microfono. Si possono usare dei ritrovati che assorbono parzialmente le onde emesse dall’antenna, anche se la loro efficacia mi sembra ancora molto limitata. In genere e' meglio evitare di tenerlo a stretto contatto con il corpo, per ridurre al minimo l’assorbimento dell’energia da parte dei sistemi biologici. La dichiarazione e' stata pubblicata dal Corriere della Sera dell’8 giugno 1999 (pagina 18). Stupisce, e molto, che un esperto come il prof. Falciasecca parli di prescrizioni che non sono obbligatorie. Lo sono eccome, invece. Esiste infatti una Legge cautelativa dello Stato (il decreto del 20 giugno 95, n.458) che impone di usare il telefonino tenendo l’antenna ad almeno 20 centimetri di distanza da qualsiasi parte del corpo. Esiste, ma non se ne parla mai. La Fondazione Marconi - Elettra 2000 e' un autorevole organismo finanziato da Tim, Omnitel e Wind. Fonti: Corriere della Sera, Gazzetta Ufficiale R.I., Fondazione Marconi
Omertà aziendale, complicità giornalistica
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - 4/11/1995 - Serie generale n. 258DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI
MINISTERO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI DECRETO 20 giugno 1995, n. 458 Rettifica al regolamento recante norme per la trasposizione di una specifica tecnica in regola tecnica valida per l'omologazione in ambito nazionale delle apparecchiature dei terminali mobili d'utente del sistema radiomobile analogico pubblico di comunicazione operante nella banda dei 900 MHz, adottato con decreto ministeriale 5 gennaio 1995, n. 71
IL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONIVisto il decreto 5 gennaio 1955, n. 71, che ha disposto la trasposizione di una specifica tecnica in regola tecnica valida per l'omologazione in ambito nazionale delle apparecchiature dei terminali mobili d'utente del sistema radiomobile analogico pubblico di comunicazione operante nella banda dei 900 MHz, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzella Ufficiale n. 63 del 16 marzo 1995; Considerato che, per errore materiale, l'originale del provvedimento trasmesso all'ufficio pubblicazione leggi e decreti del Ministero di grazia e giustizia si presenta manchevole di una pagina; Considerato che il Consiglio di Stato ha espresso il proprio parere favorevole nell'adunanza generale del 17 novembre 1994 sul testo integrale del provvedimento, comprensivo della pagina mancante nel testo originale; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a norma dell'ari. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (nota n. GM 88681/4267DL/CR del 13 maggio 1995); ADOTTA il seguente regolamento: Art. 1. 1. Al decreto 5 gennaio 1595, n. 71, citato nelle premesse, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale-a. 63 del 16 marzo 1995, nell'allegato 1, INTRODUZIONE, alla voce "vi. Manuali d'utente", dopo la lettera (a), sono aggiunte le seguenti disposizioni: «Gli utenti sono avvisati che per un uso soddisfacente dell'apparato e per la sicurezza personale, si raccomanda che nessuna parte del corpo deve trovarsi ad una distanza inferiore a 20 cm dall'antenna durante il funzionamento dell'apparato.
(b) I manuali d'utente per tutte le classi di terminali mobili dovranno includere la seguente avvertenza: E' consigliato agli utenti di spegnere l'apparato durante il rifornimento di carburante. (c) I manuali d'utente per le stazioni portatili e trasportabili delle classi 2, 3 e 4 dovranno includere le seguenti avvertenze: Spegnere il radiotelefono quando si e' in aereo; l'uso in aereo puo' essere pericoloso per le operazioni di quest'ultimo, crea disturbi alla rete cellulare ed e' illegale. La mancata osservanza di questa disposizione puo' condurre alla sospensione o al rifiuto del servizio telefonico cellulare al contravventore o ad una azione legale, oppure ad entrambe le cose. (d) I manuali d'utente di tutte le classi di terminali mobili devono includere la seguente avvertenza: Questo apparato e' omologato per la connessione alla Rete Cellulare del Sistema Radiomobile Analogico Pubblico di conversazione a 900 MHz. (e) Qualora si preveda la connessione di qualunque classe di terminali mobili a sorgenti di alimentazione o carica batterie che usano tensioni superiori a 50 Vca eff. o 75 Vcc, il manuale d'utente dovra' specificare la sorgente (i) d'alimentazione e il (i) carica batterie approvati per l'uso con il terminale mobile e includere la seguente dichiarazione: "Questo apparato puo' essere usato quando e' alimentato da (identificazione del (dei) carica batterie e/o dell' (degli) alimentatore (i). L'uso di altri dispositivi annullera' ogni certificazione dell'apparato e puo' essere pericoloso"».II presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Roma, 20 giugno 1995 Il Ministro: GAMBINO Visto, il Guardasigilli: MANCUSO Registralo alla Corte dei conti il 13 ottobre 1995Registro n. 6 Poste, foglio n. 104
Amici miei
Vi segnalo alcuni siti molto importanti e interessanti per mostrarvi ciò che il telegiornale e il giornale mai vi faranno vedere e mai vi faranno leggere:
http://www.margheraonline.it/
http://www.globalprject.info/
http://www.storiamestre.it/
http://www.verdinrete.it/ondakiller
http://www.margheraonline.it/
http://www.globalprject.info/
http://www.storiamestre.it/
http://www.verdinrete.it/ondakiller
Alcune massime
Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario.
George Orwell
Lo schiavo sta al padrone come l'uomo sta al denaro.
La realtà è come guardare da una finestra: puoi vederla con le tende tirate, oppure decidere di spostarle e guardare la realtà.
Cos'è l'uomo? E' l'inrisovibilità della domanda che ne determina la risposta.
Io conosco ciò che finora ho appreso e cioè nulla in confronto a ciò che devo ancora apprendere.
Antropo-Impressionista
George Orwell
Lo schiavo sta al padrone come l'uomo sta al denaro.
La realtà è come guardare da una finestra: puoi vederla con le tende tirate, oppure decidere di spostarle e guardare la realtà.
Cos'è l'uomo? E' l'inrisovibilità della domanda che ne determina la risposta.
Io conosco ciò che finora ho appreso e cioè nulla in confronto a ciò che devo ancora apprendere.
Antropo-Impressionista
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